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16 aprile 2008
L'insostenibilità degli -isti
Durante questi election days non faccio altro che rileggere Wright Mills, The Power Elite, The sociological imagination, White collars. Letture illuminati e sempre più adattabili, reportage così oculati da sfornare teorie e spunti per empiriche risoluzioni. Se non altro, sarebbe utile porci delle domande, interrogativi su come la nostra società stia lentamente trasformandosi non retoricamente in un paese che tenta di auto-rigenerarsi, di riprodursi col risultato di perdere pezzi, di emarginare gli -isti, quelli che -isti vogliono restare e non hanno vergogna a dirlo. Molti hanno splittato... E adesso alla luce dell'insuccesso vorrei chiedere i motivi dello split. Ora è chiaro che il nostro sommo e unico decision-maker in bandana passerà col bulldozer a stendere riformisticamente (questa la vulgata) tutte le conquistine raggiunte e le tasse idebitamente aggiunte... In the meanwhile, qualcuno dovrà extra-riorganizzarsi. E anche i risultati romani stanno dando al balottaggio sicuro l'altro ri-candidato. Immaginazione dove sei finita??? Commentate, visionari, commentate...
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27 marzo 2008
Cronache dalla bolla - parte I - La deplastificazione
Un breve e personalissimo sondaggio sul malcontento da elezioni anticipate ha rivelato il processo di de-sensibilizzazione in atto. Una buona percentuale di amici ha già deciso, mi astengo etc... Improvvisamente nella mia mente è rimbalzata la cara Virginia Woolf che si rivolge a Leonard dicendo che non ci si può sottrarre alla vita, semplicemente scappando o isolandosi. Ma quella è un'altra storia e noi amanti di Virginia sappiamo come è andata a finire. Siamo in buona parte contagiati da un germe, una forma mentis per nulla blanda ma seriamente circostanziata che si basa sulla preconcetta riverenza intrisa nel top-downismo all'italiana. Il racconto che ascolto e trascrivo dai colloqui quotidiani è un racconto deformato da paradigmatiche insicurezze. Sfido chi si trova a suo agio a fare l'osservatore sociale e ad esprimersi in maniera irriverente, creativa, anche l'arte è vittima della piaga, vedasi le proposte filmiche degli ultimi tempi. E noi nella bolla ad aspettare di bucare quella pellicola, che per gli uni, i consapevoli, è difficile da bucare, e per gli altri, non consapevoli, è praticamente invisibile e probabilmente inesistente. Esiste però una terza sezione, un terzo segmento, quello dei 'chi la pellicola la vede ma preferisce ignorarla' salvo poi ogni tanto trovarsi in debito d'aria e azzuffarsi soltanto nelle quattro pareti in cui vive la famiglia (in)felice, dove la rabbia estinta viene fuori sempre più spesso. Muniamoci di spilloni per de-plastificarci.
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3 dicembre 2007
SullA PoPcrazia
Pop, Popolo, Popolare, Populismo… Siamo nell’epoca del trionfalismo del Pop, a confermarlo sono le nostre piazze divenute, secondo i sostenitori della logica sondocratica, le case della libertà. Ma prima cosa erano? Tutti si affrettano ad aggiungere i poscritti alle loro dichiarazioni. Mentre Chavez perde a sorpresa la lotta per il referendum, metà degli elettori venezuelani con risicata maggioranza dicono no alla modifica costituzionale che permetteva di rendere il mandato presidenziale a vita, i nostri baldi protagonisti della scena embrional-bipolare alimentano la tresca prenatalizia. Anche Putin furoreggia fino in Siberia, in barba agli observers. Il bipolarismo e le alleanze vincolanti (ma non era il popolo della libertà?) quasi imperano nel lessico degli ex-cidiellini che non si sottraggono alle interviste, che aspirano alla re-union piuttosto che all’orgiastico calderone, mi viene in mente pierferdi e il grande centro dei tempi del pippochennedi. Libertà e regole, more or less si dicevan (lor dicevano) contrapposte, si fanno la guerra per definizione, eppure in onor del riformismo congiunto l’atlante politico si deforma, si allunga, si allarga, bisognerà pur trovare la base inciuciona al prossimo governissimo che tutti i mister poltrona di un oggi che sembra ieri si affrettano a rievocare. E voi che fate, state a guardare, vi proporzionate anche voi?
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18 novembre 2007
Quel che è ovvio
Ragionando su tabù vecchi e nuovi, mi ritrovo a dialogare su nuove forme di liberazione dall’ovvio. Mi impressionano le storielle dove semplificare è la regola, dove se sei donna non sai guidare, se sei un tifoso sei pronto ad impugnare la lama, se sei un rom sei automaticamente un romeno. Giro gli angoli della città con lo zaino sulla pancia, perché devo mantenere vigile l’occhio, schiava del mio essere campana d’origine, con i tacchi comodi metropolitani che ti lasciano gestire la corsetta frettolosa verso il tram o l’autobus. Leggo di una lotta composta e necessaria, e poi ancora dei gazebi in piazza, di persone che non ce la fanno più, perché al mercatino devi andarci ad ora di pranzo se vuoi i prezzi amici. E, a proposito degli amici: c’è chi scrive i post-it strategici, i pizzini con le liste, il ‘borsino’ delle amicizie, quelle buone, quelle che fanno da entry-point. E poi i nemici, i killer creativi, quelli che mancano di orizzonti, quelli che sanno chi sei ma fanno finta di non saperlo. Quelli preparati, che ti googlano prima di un incontro, e già sanno vita-morte-miracoli tuoi e dei prossimi tuoi. E quelli che non sono allo sportello, perché sono a prendere il caffè con gli amici, che transitivamente, diventano i tuoi stessi nemici, ladri del tuo tempo, della tua salute, della tua voglia di vivere. La ragione continua a sonnecchiare, è evidente. Lentezza e malcontento sono i suoi figli naturali, e sono pargoli amari per tutti. Quando viaggiavo a vent’anni da studentessa full-time, i miei amici europei dicevano: ma di cosa ti preoccupi? Voi italiani state sempre a preoccuparvi! E’ ora di superare la crisi da preoccupatio permanens (perdonate il maccheronico), siamo qui in gioco, cercando di re-inventare le regole, cercando di restare svegli. E si ricomincia a ragionare sui tabù vecchi e nuovi, individuando nuove forme di liberazione da ‘quel-che-è-ovvio’ (ma che non dovrebbe esserlo) in questa società.
sonno
ragione
tabù
| inviato da francesca_dechiara il 18/11/2007 alle 23:21 | |
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